Esben Rohan Christensen: Narrativa quantistica: dal patrimonio fisico di Roma ai futuri quantistici
Le tecnologie quantistiche sono sempre più inquadrate come innovazioni trasformative, che promettono scoperte rivoluzionarie nel calcolo, nella comunicazione e nella sensoristica. Allo stesso tempo, esse sono inserite in narrazioni più ampie sulla competizione tecnologica, sulle opportunità economiche e sulla sicurezza nazionale. Tali narrazioni non si limitano a descrivere gli sviluppi tecnologici; esse plasmano il modo in cui la scienza quantistica viene compresa, finanziata e governata.
Questa presentazione esamina come le aspettative e le narrazioni che circondano le tecnologie quantistiche siano costruite e fatte circolare in diversi ambiti, tra cui la scienza, le politiche pubbliche e l'industria. Piuttosto che trattare le visioni del futuro come proiezioni neutrali, l'intervento le affronta come costruzioni comunicative attraverso le quali vengono negoziate l'incertezza, la responsabilità e le possibilità tecnologiche.
La discussione colloca questi immaginari quantistici contemporanei all'interno di una prospettiva storica più ampia, riflettendo sul ruolo di Roma nei primi sviluppi della fisica moderna attraverso figure come Enrico Fermi e Franco Rasetti e il lavoro del gruppo di via Panisperna negli anni Trenta. Combinando prospettive provenienti dalla fisica, dalla storia della scienza e dagli studi sulla scienza e la tecnologia, la presentazione esplora come le narrazioni sulla scienza quantistica contribuiscano a plasmare i futuri tecnologici e invita a riflettere su come tali futuri siano immaginati e governati oggi.
Alberte Bové Rud: Politica incentrata sulla personalità e risposte depersonalizzate
La politica italiana moderna offre un caso illuminante per esaminare il ruolo della leadership individuale. Con l'evoluzione dei partiti politici, dei contesti mediatici e degli orientamenti degli elettori, si sono evolute anche le norme e gli ideali prevalenti della leadership politica.
Questa presentazione analizza la politica italiana dell'ultimo secolo attraverso quattro distinti mutamenti nelle concezioni della leadership, iniziando dal culto della personalità che circondava il Duce e concludendosi con la figura consapevolmente anonima dell'eurocrate. Sostiene che un pendolo oscillante tra un'intensa personalizzazione e una deliberata depersonalizzazione ha caratterizzato la politica italiana moderna e continua a plasmare il suo panorama contemporaneo.
Infine, la presentazione riflette sulle implicazioni democratiche di questi sviluppi, considerando sia i rischi di un'autorità personale accentrata sia la distanza democratica creata dalla governance tecnocratica, riconoscendo al contempo il potenziale di mobilitazione della leadership carismatica e il ruolo stabilizzatore dell'esperienza tecnocratica.

