Il pittore danese Asger Jorn (1914-1973)) divenne, negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, uno degli artisti più influenti d’Europa. Oggi è considerato da molti il più importante artista scandinavo, superato solo da Edvard Munch. Jorn partecipò alla fondazione del gruppo internazionale CoBrA nel 1948 e fu rapidamente riconosciuto da collezionisti e musei.
Qualche anno dopo il suo futuro cambiò radicalmente. Nell’autunno 1953 la vita e la carriera di Jorn erano in rovina. Nel 1951 era stato colpito dalla tubercolosi e la rete di contatti che aveva costruito con cura in tutta Europa sembrava interrotta. Inoltre doveva mantenere una numerosa famiglia e l’interesse per la sua arte era limitato. Tuttavia, a novembre entrò in contatto con un gruppo di giovani artisti italiani del Movimento Nucleare, tra cui Enrico Baj e Sergio Dangelo. Dopo aver dovuto scegliere tra stabilirsi in Italia o in Francia, i suoi nuovi amici gli consigliarono la piccola cittadina costiera di Albissola. Si trasferì lì alla fine di marzo 1954 e, già a giugno, tenne la sua prima mostra personale. La mostra si svolse in una galleria di Roma e la sua accoglienza gli permise di guardare nuovamente al futuro. Vendette dipinti e vide che in Italia aveva un pubblico. Sempre nello stesso mese partecipò a un’altra esposizione a Roma, dove espose insieme ai principali espressionisti astratti americani. Questo primo incontro con Sam Francis e Jackson Pollock fu decisivo per lui come artista. L’attitudine di Jorn, sia fortemente critica sia entusiasta nei loro confronti, influenzò il suo profilo artistico e contribuì al suo successivo grande successo internazionale.
L’esposizione racconta la storia delle mostre dell’artista danese a Roma attraverso 21 incisioni, serigrafie e litografie, nonché archivi che furono creati appena prima di questa sua prima esperienza in Italia.
In occasione dell’esposizione, l’Accademia di Danimarca ha pubblicato un libro scritto da Jacob Thage che illumina i primi anni di Jorn in Italia grazie a una serie di nuove scoperte negli archivi romani.
La mostra è stata curata da Jacob Thage, e le opere sono state prestate da Museo Jorn.
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Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, il pittore danese Asger Jorn (1914‑73) divenne uno dei principali artisti d'Europa. Oggi molti lo considerano il più importante artista della Scandinavia, superato solo da Edvard Munch. Jorn contribuì a fondare l'internazionale CoBrA gruppo nel 1948 e stava attivamente costruendo una reputazione tra collezionisti e musei.
Qualche anno dopo, il suo futuro prese una piega diversa. Nell'autunno del 1953, la vita e la carriera di Jorn erano in rovina. Era stato colpito dalla tubercolosi nel 1951 e la rete che aveva faticosamente costruito in Europa sembrava essersi interrotta. Allo stesso tempo doveva mantenere una famiglia numerosa e l'interesse per la sua arte era limitato. Ma a novembre entrò in contatto con un gruppo di giovani artisti italiani provenienti da Movimento Nucleare, inclusi Enrico Baj e Sergio Dangelo. Dopo essersi trovato di fronte alla scelta di stabilirsi in Italia o in Francia, i suoi nuovi amici gli consigliarono la piccola cittadina costiera di Albissola. Si trasferì lì alla fine di marzo del 1954 e già a giugno tenne la sua prima mostra personale. Si tenne in una galleria di Roma e l'accoglienza ricevuta gli permise di guardare nuovamente avanti. Vendette dipinti e vide di avere un pubblico in Italia. Sempre a giugno partecipò a un'altra mostra a Roma, dove la sua arte fu esposta accanto a quella dei principali espressionisti astratti americani. Questo primo incontro con Sam Francis e Jackson Pollock fu decisivo per lui anche come artista. Il atteggiamento di Jorn, al tempo stesso fortemente critico ed entusiasta nei loro confronti, influenzò il suo profilo artistico e contribuì al suo successivo grande successo internazionale.
La mostra racconta la storia delle mostre dell'artista danese a Roma attraverso 21 xilografie, incisioni, litografie e materiali d'archivio creati poco prima e durante il suo primo periodo in Italia.
In occasione della mostra, l'Istituto Danese ha pubblicato un libro scritto da Jacob Thage che illumina i primi anni di Jorn in Italia attraverso una serie di scoperte inedite negli archivi romani.
La mostra è stata curata da Jacob Thage e le opere sono state date in prestito da Museo Jorn.

